Isole dell’Altrove
2025, Sant’Antioco, Asinara, Argentiera e SinisUn progetto di De Rebus Sardois, a cura di Sara Nieddu e il sostegno di Fondazione di Sardegna, Agenzia Conservatoria delle Coste e Parco Nazionale dell’Asinara.
Isole dell’Altrove usa l’arte per trasformare luoghi sardi abbandonati o marginali in spazi di nuova visione, tra memoria storica e futuro possibile. L’altrove è assunto come orizzonte simbolico e immaginativo, e la rigenerazione come movimento verso il futuro più che come ritorno al passato.
Il progetto si sviluppa su più siti. Alla galleria a cielo aperto Mangiabarche di Calasetta, sull’isola di Sant’Antioco, Alessandro Vizzini presenta una serie di sculture site-specific nate da un attraversamento psico-geografico del luogo, accompagnate dal testo curatoriale di Stefano Rabolli Pansera. A Sant’Antioco e all’Argentiera due workshop riuniscono artisti, artigiani e abitanti, uno fotografico con Collectif Phosphore e Ottovolante Sulcis, uno di terra cruda condotto da Antonella Manca in collaborazione con Landworks. A Mari Ermi, nel Sinis, una casa in terra cruda viene pensata con Terzo Paesaggio come manufatto vivente, campo di apprendimento attraverso il corpo e il racconto del luogo. Una pubblicazione a cura di Oreri raccoglie i testi critici di Stefano Rabolli Pansera, Andrea Perini e Sara Nieddu.
Il filo resistenziale prende qui la forma del riuso. I manufatti abbandonati, dai ruderi militari alla miniera fino all’architettura effimera, tornano a essere luoghi di lavoro condiviso.
Antonioni Beyond the Dome
Lido di Venezia, Hotel Excelsior, 2021A cura di Madel Nieddu e Sara Nieddu per De Rebus Sardois, in occasione della 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.
La mostra fotografica ripercorre la storia di villa La Cupola, progettata da Dante Bini per Michelangelo Antonioni e Monica Vitti e completata a Costa Paradiso nel 1971, dal progetto fino ai nostri giorni. Il percorso riunisce materiali dell’archivio Bini, il film-documentario La Cupola di Volker Sattel e immagini provenienti da cineteche e archivi italiani e stranieri. Nasce un anno dopo la petizione online promossa da De Rebus Sardois per salvare la villa dall’abbandono, e porta la questione della conservazione davanti al pubblico del cinema. Il progetto legge inoltre il rapporto di Antonioni con l’architettura, dove spazio e paesaggio hanno un ruolo attivo nel racconto.
La Costante Resistenziale
A guide-tour of Sardinian archaic, weird and marvelous stone sculpture
Sedini (SS), agosto 2021
A cura di Sara Nieddu per De Rebus Sardois, a partire dalla ricerca del collettivo Montecristo Project (Enrico Piras e Alessandro Sau).
Chiesa di San Nicola di Silanis e Giardino Incantato di Paolino Sanna.
Il titolo riprende l’espressione con cui l’archeologo Giovanni Lilliu descrisse la capacità del popolo sardo di attraversare secoli di dominazione conservando la propria identità. Montecristo Project ne verifica la tenuta sul terreno delle forme. Dal 2018 il collettivo documenta la scultura popolare e anonima della Sardegna del Novecento, di carattere apotropaico e decorativo, che richiama la statuaria nuragica, e ne rilegge la persistenza attraverso il Nachleben di Aby Warburg, la sopravvivenza delle immagini. La ricerca nasce in dialogo critico con il programma omonimo del MAN di Nuoro, che aveva ripercorso l’arte sarda dal 1957 al 2017.
Il percorso è una visita guidata in due tappe. Parte dal Giardino Incantato, il giardino di sculture in pietra costruito dal fabbro Paolino Sanna, nato a Sedini nel 1927, e arriva alla chiesa romanica di San Nicola di Silanis, dove sono esposti sculture, ceramiche, calchi in gesso e modelli di spazi in terra cruda. I calchi compongono una gipsoteca resistenziale, nata perché alcune opere non possono essere spostate.